L’aperitivo delle cose si fa smart

Lunedì 13 giugno dalle 12.00 tornano gli aperitivi delle cose: in diretta su IoEtv

Il nono appuntamento dell’aperitivo delle cose parla di città.


Il 13 giugno parliamo di IoT e smart cities, un concetto che è già stato declinato nelle diverse accezioni di communities, territories o più genericamente regions.
Ospiti della giornata:

Stefano Di Vita (Politecnico di Milano),
Fabio Florio (Cisco),
Andrea Mongillo (ItalData) e
Davide Bigoni (Samsung).

Con loro cerchiamo di capire cosa sia realmente una smart city, quali ambiti coinvolga e quali ostacoli rallentano la sua realizzazione. Soprattutto analizzeremo casi concreti.
Cominceremo con Stefano Vita che presenterà la ricerca realizzata dal Politecnico di Milano From Smart City to Smart Region che indaga l’evoluzione del concetto e le condizioni per realizzarla. La ricerca ha riguardato il territorio tra Milano e Torino, due città il cui centro è forse smart ma tra le quali vi è una sorta di buco nero. I confini amministrativi, infatti, non facilitano la costruzione di ambienti e infrastrutture smart che, per definizione, devono, o almeno dovrebbero, seguire le esigenze e le aspettative dei cittadini.
Con Fabio Florio parliamo del caso Expo, una media città che per sei mesi ha supportato milioni di cittadini; cerchiamo di capire quali sono stati i risultati raggiunti, ma soprattutto le soluzioni da riproporre in contesti anche più ampi. In particolare poi vediamo cosa vuol dire costruire un contesto connesso quali sono le difficoltà da gestire sia dal punto di vista della governance che dell’impatto culturale.
In questo senso Andrea Mongillo ci racconta delle applicazioni sviluppate in due città (Viterbo e Avellino), due progetti iniziati da poco che però rappresentano esempi da cui partire per mostrare le potenzialità pratiche e quotidiane delle infinite soluzioni possibili.
In conclusione Davide Bigoni chiude il cerchio degli interventi chiarendo qual è il compito di chi con i cittadini deve interagire direttamente. Samsung rappresenta, di fatto, una sorta di piattaforma che si appoggia su 22 milioni di smartphone nelle tasche degli italiani. Ma i cellulari rappresentano solamente uno dei touch point possibili, solo uno degli strumenti che i cittadini e le istituzioni hanno a disposizione per comunicare tra loro. La sfida che Samsung deve affrontare riguarda la capacità di convincere i cittadini a cambiare le loro abitudini, facilitare l’uso delle nuove tecnologie semplificando la vita a tutti noi.

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